ORIENTAMENTO VOCAZIONALE

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Accogliamo le Ragazze che desiderano 20150815_125709fare esperienza della nostra forma di vita di Sorelle Povere di S. Chiara,per un aiuto nel discernimento vocazionale e  condividere con la comunità i momenti di preghiera: la liturgia delle Ore, la Celebrazione Eucaristica, l’adorazione Eucaristica nella lode gratuita al Signore e nel’ascolto della Parola di Dio. La foresteria consente a coloro che cercano un clima di pace e raccoglimento di trascorrere alcuni giorni di ritiro.

 La bellezza di una vocazione                                          


«Tu, Signore, sii benedetto, Tu che mi   hai creata»    (cfr.Proc. III, 20).                          20150906_072126                                                                                            

Lo sguardo di Dio su una creatura che si lascia amare e risponde con disponibilità è sempre un evento meraviglioso. Questo grido di lode da parte di Chiara, alla fine dei suoi giorni, è la sintesi della sua ricchezza spirituale, della sua esistenza accolta in tutti i suoi aspetti positivi e negativi: viene restituita senza rimpianti al Signore. In questo, Francesco è diverso da Chiara: si sente più indegno di fronte a Dio nel lodarlo. Chiara è più spontanea: guardando in prospettiva tutta la sua vita, la coglie immediatamente come una creazione di Dio, come una storia sacra, una storia bella, positiva. “La comunione produce sempre bellezza”. Chiara è pienamente riconciliata con sé, con il suo passato, con i suoi limiti, e offre tutto al Signore con serenità e libertà. Tutto quanto ha costituito la sua esistenza è frutto della tenerezza e dell’amore di Dio nei suoi confronti; e lei si è fatta “specchio” per riflettere questa bellezza divina su chi le sta a fianco; si è fatta icona per il mondo perché tutti possano contemplare la cura paziente di Dio per le sue creature. «Con tutta te stessa ama Colui che, per amor tuo, tutto si è donato» (3LAg 15), scrive ad Agnese riecheggiando l’esortazione di Francesco, stupito e quasi incredulo di fronte all’umiltà di Dio: «Nulla, dunque, di voi trattenete per voi, affinché totalmente vi accolga Colui che totalmente a voi si offre» (LOrd 29).

Tmonasteroutta la vita di Chiara diventa un inno di lode e di ringraziamento a Colui che l’ha creata, guidata e custodita. Si è “specchiata” nell’Amato,si è ritrovata trasformata in Colui che ha contemplato e già ora assapora il gusto dell’eternità. Chiara non sente il bisogno di chiedere perdono a frate corpo come Francesco: lo ha unito in questo canto di lode; quel corpo che ha sofferto con pazienza per lunghi anni l’infermità, è anch’esso oggetto di lode, perché oggetto di amore da parte del Padre: «Tu, Signore, sii benedetto, Tu che mi hai creata». Anche la rigida povertà osservata lungo tutta la vita ha il suo peso nella costruzione di questa bellezza, perché ha creato uno spazio interiore per poter ospitare l’Amato.

Dalla Regola di Santa Chiara (1253)

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Monastero Santa Chiara 10 de Junio 2013 303

2. Quando qualcuna, per divina ispirazione, verrà a noi con la determinazione di abbracciare questa vita, l’abbadessa sia tenuta a chiedere il consenso di tutte le sorelle e se la maggioranza acconsentirà, la possa accettare, dopo aver ottenuto licenza dal signor cardinale nostro protettore…
E se sarà idonea, le si dica la parola del santo Vangelo: che vada e venda tutte le sue sostanze e procuri di distribuirle ai poveri.
Se ciò non potesse fare, basta ad essa la buona volontà.